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Ernia cervicale, diagnosi e cura

COME SI MANIFESTA L’ERNIA CERVICALE

La particolare localizzazione dell’ernia cervicale è causa di dolenza e debolezza delle braccia e delle spalle, con intorpidimento fino alle prime due dita della mano, con un quadro clinico chiamato appunto cervicobrachialgia. Se la compressione sul midollo spinale è significativa, poi, anche la sensibilità e quindi la motilità delle gambe può essere compromessa.

Alcune manovre possono evidenziare la patologia dell’ernia cervicale. In primo luogo l’estensione della testa peggiora la dolenza di braccio e collo. Alzare invece le braccia dietro al collo allevia il dolore.

Il cosiddetto segno di Spurling è costituito poi dall’accentuazione della sofferenza se si preme sulla testa del paziente inclinata verso il lato interessato dall’ernia. Un altro segnale (segno di Lhermitte) è dato poi da un’intensa sensazione elettrica lungo la colonna vertebrale quando la testa si flette.

Ad alleviare il dolore in ogni caso è la trazione della testa, perciò a volte viene consigliato a scopo terapeutico-conservativo un periodo di immobilizzazione cervicale con il collare e trazioni. Anche ionoforesi e laser terpia possono essere utili prima dell’intervento.

Altri casi di ernia sono associati ad un’alterazione del processo spondilotico, con conseguente riduzione del canale neurale con fuoriuscita della radice nervosa. Le conseguenze sono deficit muscolari e alterazioni dei riflessi osteo tendinei che possono coinvolgere più radici.

La spondilosi cervicale, infine, è data da stenosi vertebrale, cioè una forte riduzione del canale vertebrale dati dall’ossificazione di parte dei legamenti e dalla produzione ossea di becchi. Questo quadro produce un indebolimento generalizzato degli arti e anche la deambulazione risulta alterata.

 

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